ROMA – Analisi del sangue in una cartella, smartwatch in un’app, schede di allenamento su un foglio Excel, consigli alimentari nelle chat. Oggi i dati sulla salute di una persona esistono, ma sono dispersi e non dialogano tra loro. Omnia-X Health Professional, startup innovativa costituita come Società Benefit, nasce per riunirli in un unico sistema e renderli leggibili da tutti i professionisti che seguono la stessa persona. La piattaforma, attualmente in fase di beta test grazie a professionisti del fitness, mette in relazione tra 400 e 450 parametri per ogni utente: valori ematici, bioimpedenziometria, misure antropometriche, abitudini alimentari, recupero, qualità del sonno e attività fisica. Dai dati grezzi il sistema calcola indici di efficienza, recupero e affaticamento, e circa 107 indici trasversali che descrivono l’interazione tra i diversi sistemi del corpo, che sono in fase di integrazione nel sistema.
LE SEI AREE
La piattaforma copre sei aree: monitoraggio della salute con range fisiologici dinamici e avvisi predittivi, bioimpedenziometria avanzata, nutrizione personalizzata con riconoscimento degli alimenti tramite intelligenza artificiale, un indice adattivo di performance che misura carico, recupero e adattamento, un database delle interazioni tra farmaci e integratori, e un’area di psicofisiologia dedicata a stress e qualità del sonno. L’utente resta al centro. Medico, nutrizionista, personal trainer e coach lavorano sulla stessa base dati, ciascuno nei limiti della propria abilitazione. I titoli professionali vengono caricati in fase di registrazione e verificati uno per uno dal team, non da un algoritmo. Diagnosi, terapie e piani dietetici restano riservati ai professionisti abilitati. L’intelligenza artificiale di Omnia-X non naviga liberamente sul web, risponde su una base di conoscenza costruita su fonti accademiche riconosciute, aggiornata con la letteratura scientifica internazionale, e mostra sempre le fonti usate. Analizza, sintetizza e propone: la scelta resta al professionista. Quando un valore esce dai range, il sistema invia un avviso sia all’utente sia al professionista che lo segue. All’utente spiega quale parametro è fuori scala e raccomanda il confronto con il proprio medico. Al professionista consente di intervenire subito: un trainer può rivedere un carico di lavoro e indirizzare il cliente al medico, un medico può convocarlo in studio.
SCENARI DI UTILIZZO
Gli scenari d’uso vanno ben oltre lo sport. In una farmacia di quartiere, per esempio, la piattaforma potrebbe segnalare che la frequenza cardiaca di un cliente di 75 anni sta salendo in modo anomalo all’inizio di un’estate torrida, suggerendo di intervenire su idratazione e integrazione prima che il quadro peggiori. Oppure ricordare a chi dispensa un farmaco che la persona ne assume già altri potenzialmente incompatibili, o che ha dichiarato un’allergia. “Non vogliamo sostituire il medico o il trainer, vogliamo restituire loro tempo e contesto- dichiara Ottaviano Leardi, fondatore e presidente di Omnia-X- Un valore fuori scala letto da solo spaventa. Letto insieme a come quella persona dorme, si allena e si alimenta, diventa un’informazione su cui decidere meglio. La prevenzione funziona quando i dati smettono di essere frammenti”.
IL MODELLO ECONOMICO
Il modello economico punta all’accessibilità: il professionista paga un canone per ogni utente che segue, mentre per la persona l’accesso alla piattaforma è gratuito, escluse le funzioni avanzate di intelligenza artificiale. Le informazioni anagrafiche sono pseudonimizzate e conservate separatamente dai dati di salute, su server nazionali, in conformità al GDPR. Ogni accesso, modifica, avviso e approvazione viene registrato in un sistema di tracciamento completo. L’intelligenza artificiale non conosce nome, data di nascita o email dell’utente, lavora su un codice e sulle sue caratteristiche. Il consenso informato è richiesto all’iscrizione. Dopo la conclusione della beta, Omnia-X avvierà il lancio commerciale partendo da professionisti e centri fitness, per poi estendersi a farmacie, welfare aziendale e strutture sanitarie. “Abbiamo scelto di partire dal fitness perché è il terreno più rapido per validare il prodotto sul campo- aggiunge Leardi- Ma i dati sono gli stessi che servono alla sanità. Quando ho visto riuniti nutrizione, attività, recupero e integrazione, ho capito che non stavo costruendo uno strumento per lo sport: stavo costruendo uno strumento per la salute”.
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