ROMA – “Dico esplicitamente che se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nell’ambito del memorandum d’intesa” siglato a giugno scorso, “la Repubblica islamica dell’Iran adotterà immediatamente misure reciproche”: lo assicura il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, all’indomani della ripresa degli attacchi tra i due Paesi di ieri, dopo un mese di relativa calma. Il presidente è intervenuto a margine del XXV vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), un appuntamento internazionale che a Bishkek, in Kyrgyzstan, da ieri 31 agosto ad oggi, primo settembre, vede seduti allo stesso tavolo i rappresentanti di Cina, India e Russia, oltre che Pakistan, Bielorussia, Kazakhistan, Tajikistan, Uzbekistan e naturalmente Iran e Kyrgyzstan. Un modo, scrivono vari media internazionali, per “contrastare” l’influenza statunitense. Un aspetto che al presidente iraniano non è sfuggito, soprattutto dopo le affermazioni di ieri del presidente Donald Trump ha assicurato che le sue forze “colpiranno duramente” il Paese. Le tensioni si sono riaccese dopo che raid statunitensi hanno raggiunto l’isola di Larak, un’azione a cui Teheran ha risposto colpendo basi e infrastrutture militari statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi. Il presidente Pezeshkian da Bishkek ha denunciato gli attacchi statunitensi, accusando Washington di aver rispettato il Memorandum d’Intesa di giugno “per appena due settimane” e sostenuto che gli attacchi condotti insieme a Israele dal 28 febbraio “violano la Carta delle Nazioni Unite”.
Poi, in linea con altri rappresentanti di governo del suo Paese in appuntamenti analoghi (tra cui il vertice dei ministri dell’Energia dei Brics o la 20° sessione dell’Unione dei Parlamenti dell’Organizzazione dei Paesi islamici, che si sono svolti a giugno) il presidente dell’Iran ha lanciato un appello forte agli Stati membri dello Sco a “rafforzare i rapporti” e a “giocare un ruolo più efficace” a livello internazionale. Secondo Pezeshkian, per acquisire maggior peso globale, la chiave è concentrarsi su economia e sicurezza e per questo ha proposto di migliorare la cooperazione nel settore energetico e del commercio, proponendo la creazione di una Banca comune e di un consorzio per l’energia. Infine, per l’Iran il vertice della Sco rappresenta un’occasione fondamentale per contrastare l’isolamento diplomatico in cui Washington cerca di spingerlo, anche per via della presenza della Cina, che in queste settimane ha messo un fermo argine alle pretese del presidente Trump sullo Stretto di Hormuz nonché al “D-Day economico”, ossia la proposta di imporre sanzioni economiche particolarmente dure, da estendere anche ai suoi partner commerciali. Come confermano i media iraniani, nella mattinata Pezeshkian si è intrattenuto con l’omologo cinese, Xi Jinping.
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