Dom 01 Novembre 2026

Teheran definisce “terroriste” la Royal Navy e la Royal Air Force britanniche

Il ministero degli Esteri dell'Iran annuncia contromisure contro Londra e, in un comunicato, denuncia "le azioni illegali e ostili del governo inglese"

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Iran, Trump: “Nuovi raid? Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti”. Teheran minaccia: “Risposta sarà decisiva”

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(Adnkronos) – “Se avessi intenzione di farlo, ve lo direi?”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non scioglie la riserva e risponde così alla domanda sulla possibilità di nuovi attacchi Usa in Iran. Un’ipotesi che potrebbe concretizzarsi dopo il voto di midterm.  

Se il Qatar e il Pakistan continuano a mediare nel tentativo di raggiungere un’intesa per la ripresa dei negoziati diretti tra Washington e Teheran ed evitare un’escalation militare dopo le elezioni del 3 novembre, dall’Iran arriva intanto l’ennesimo avvertimento al tycoon. “Se non puniamo Trump e gli Stati Uniti, domani altri Paesi penseranno che attaccare l’Iran non comporti conseguenze” e “se scoppiasse una guerra, la nostra risposta sarebbe decisiva”, il monito del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei. 

 

 

Secondo il presidente Trump, l’Iran “vuole concludere un accordo. Lo scopriremo. Le trattative stanno andando bene, ma non sono molto affidabili. Fanno un accordo e poi si tirano indietro”.  

“Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti”, torna poi a minacciare, indicando tra i possibili obiettivi Pickaxe Mountain, il presunto complesso nucleare sotterraneo della Repubblica islamica. Il presidente ha assicurato tuttavia che Washington non ha fretta di riprendere le operazioni militari, sostenendo che gran parte delle capacità militari e del programma nucleare iraniano sono già state distrutte. Le dichiarazioni arrivano dopo che, secondo il Wall Street Journal, ieri mattina Trump ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. 

“Abbiamo messo fuori uso il loro programma nucleare”, ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti nella sua residenza in Florida. “Dobbiamo ancora occuparci, direi, di uno o due siti, ma possiamo farlo in 10 minuti”. Il presidente ha quindi menzionato Pickaxe Mountain: “Probabilmente potreste guardare a Pickaxe Mountain, e bisogna occuparsi di quello. Possiamo fare tutto molto rapidamente”. 

 

 

A rispondere per Teheran è quindi Rezaei, che nel corso di una intervista a una emittente locale ha spiegato che “durante i recenti incontri con funzionari iraniani, i rappresentanti dei paesi della regione hanno discusso di futuri accordi e hanno assunto posizioni ferme contro Israele. “Funzionari di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno esplicitamente avvertito dell’intenzione di Israele di estendere la portata della sua aggressione ad altri paesi musulmani”. 

Poi il passaggio sugli Usa con l’avvertimento: “Se non puniamo Trump e gli Stati Uniti, domani altri Paesi penseranno che attaccare l’Iran non comporti conseguenze… Spezzeremo le corna dell’America e la priveremo della capacità di difendersi. Se il nemico commetterà un altro errore, dovrà affrontare colpi devastanti e una difesa che sarà motivo di orgoglio nazionale” perché “se scoppiasse una guerra, la risposta dell’Iran sarebbe decisiva”, promette segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. 

 

Da giorni si susseguono notizie secondo le quali il presidente americano starebbe pianificando di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato. Sul punto è intervenuto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con la stampa in occasione del G20 di Atlanta. 

Trump non ha ancora “preso alcuna decisione” in merito a un eventuale nuovo intervento militare in Iran, ha detto Rubio. “Il presidente non ha preso alcuna decisione. Il presidente privilegia un approccio diverso. Se avesse voluto agire in questo modo”, ossia con la forza, “lo avrebbe fatto già settimane o addirittura mesi fa”, ha sottolineato. “Il presidente degli Stati Uniti preferisce risolvere la questione in modo pacifico ma se abbiamo bisogno di fare una nuova operazione militare avremmo la capacità di farlo”, ha affermato nel corso del suo intervento ad Atlanta. “Il regime iraniano sta essenzialmente sostenendo che ‘a meno che non otteniamo ciò che vogliamo, distruggeremo l’infrastruttura energetica dell’intera regione’. Ci pensi un momento. Non è un comportamento normale”, ha detto ancora Rubio. Gli Stati Uniti, ha scandito, “rimangono la potenza militare più altamente capace sulla Terra. Possiamo raggiungere obiettivi militari se lo desideriamo”. 

 

L’Iran ha intanto designato i servizi segreti britannici MI6, la Royal Navy e la Royal Air Force come gruppi ostili o organizzazioni terroristiche, in risposta alle misure adottate dal governo di Londra contro Teheran. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri iraniano in una nota in cui ha condannato quelle che ha definito azioni “ostili e illegali” del Regno Unito. 

Nel dettaglio, il ministero ha classificato l’MI6 come “gruppo ostile”, mentre la Marina e l’Aeronautica militare britanniche sono state designate come organizzazioni terroristiche. Le misure, precisa la nota, sono state adottate sulla base di una risoluzione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ed entrano in vigore dalla pubblicazione del comunicato. 

Teheran ha motivato la decisione con le iniziative britanniche contro la Repubblica islamica dell’ultimo anno. Tra queste, si evidenziano il sostegno militare e logistico fornito da Londra a Stati Uniti e Israele durante la guerra contro l’Iran, attraverso la messa a disposizione di basi e infrastrutture, e la decisione del 13 luglio di designare i Guardiani della Rivoluzione come soggetto responsabile di minacce alla sicurezza nazionale. 

 

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