Negli spazi di Rhinoceros, per Alda Fendi Fondazione – Esperimenti
Roma, 3 nov. (askanews) – All’unicità dell’esperienza artistica di Marina Abramovic si lega la trilogia dedicata all’asino voluta dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e che Alda Fendi ha affidato a Raffaele Curi, direttore artistico della Fondazione. A circa due settimane dall’arrivo della grande artista – il 19 novembre all’Arco di Giano a Roma per presentare il suo “Confession, 2026” sempre per la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti – in una sorta di preparazione al lavoro di sublimazione da lei realizzato, Curi ha portato negli spazi di rhinoceros, fino al 28 aprile, il terzo e ultimo capitolo della trilogia iniziata con i due precedenti action set, la “Preghiera per andare in paradiso con gli asinelli – Omaggio a Francis Jammes” e “Solo le cose fragili resistono in eterno”. In un’affascinante commistione tra arte, suggestione poetica e vita, Curi chiude il cerchio “Rose per Lucilio – liberamente tratto da L’Asino d’oro o Le metamorfosi di Apuleio”, di cui è visibile un estratto in questo video.Questo nuovo lavoro, nella sua complessità, ribadisce gli obiettivi di Alda Fendi e della sua Fondazione: la condivisione dell’arte come bene pubblico e l’opportunità di una riflessione che, attraverso la commistione dei linguaggi artistici, permette di far volare il pensiero, riflettendo sulla condizione umana, sul trascorrere del tempo, sull’eredità feconda del passato visto con gli occhi di oggi.”Preghiera per andare in paradiso con gli asinelli ispirato alla poesia di Francis James, Solo le cose fragili resistono in eterno e Rose per Lucilio liberamente tratto da L’Asino d’oro o le Metamorfosi di Apuleio: tre mie actions dedicate alla figura di un animale segnato da una ‘duale costanza’, tenerezza e tenacia, l’asino”, spiega Raffaele Curi. “Una immaginaria riflessione sulla fragilità degli ultimi intesa non come limite, ma come qualità capace di restituire profondità all’esperienza umana. Tre possibilità di ispirazione regalate da un animale che non si può non amare e propedeutiche a quello che una delle più grandi artiste al mondo ha scelto di presentare alla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti: Marina Abramovic, che vedremo in una fondamentale riflessione su questo animale unico in una poetica visione darwiniana. Dio, la preghiera, l’umiltà, la forza persuasiva degli ultimi, l’imbarazzo e la soluzione di noi spesso non attenti protagonisti di una vita apparentemente eroica, ma spesso disperata e immersa in diapason di conflitti e sensi di colpa. Disordinati e schivi. Lontani dall’incantesimo al quale io credo come unica possibilità di riscatto”.

