Mar 06 Ottobre 2026

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Peste polmonare, Russia nega tutto: “Solo fake news, è polmonite”. Trump: “Li aiuteremo”

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(Adnkronos) –
“La peste polmonare? Fake news. E’ tutto sotto controllo”. La Russia smentisce che una donna sia morta per peste polmonare nella regione di Irkutsk. Intanto, Donald Trump promette il sostegno degli Stati Uniti nelle attività per evitare la nascita di eventuali focolai: “Li aiuteremo”. La vicenda ruota attorno al decesso di Daria Shipilova, dipendente 28enne di un laboratorio, morta per “una polmonite di eziologia non accertata” secondo la Rospotrebnadzor, l’agenzia di sanità pubblica a livello nazionale. 

“Tra le persone che hanno avuto contatti con la donna a cui è stata diagnosticata la polmonite nella regione di Irkutsk”, circa 200 secondo i media locali, “sono stati rilevati due casi di Covid e rinovirus. Il monitoraggio del 60% delle persone che hanno avuto contatti con la donna a cui è stata diagnosticata la polmonite nella regione di Irkutsk è stato completato. Il tasso di incidenza delle infezioni respiratorie acute nella regione di Irkutsk è inferiore del 12,6% alla soglia epidemica e corrisponde ai dati medi pluriennali. Nella regione di Irkutsk vengono registrati circa 16.000 casi di infezioni respiratorie acute ogni settimana; nelle ultime due settimane non si è registrata alcuna tendenza all’aumento. La situazione sanitario-epidemiologica nella regione di Irkutsk è tranquilla”, afferma l’agenzia che smentisce “report infondati secondo cui a una dipendente dell’istituto antipulmonare nella regione di Irkutsk sarebbe stata diagnosticata la peste. Rospotrebnadzor ha comunicato che alla persona interessata è stata rilevata una polmonite di eziologia non accertata”. 

La linea ovviamente coincide con quella del Cremlino: “Non si devono ascoltare voci e speculazioni. Per Rospotrebnadzor lavorano persone altamente qualificate in questo settore. Seguiamo quello che dicono loro”, le parole del portavoce Dmitry Peskov. Nessuna conferma ufficiale, com’era prevedibile, all’ipotesi che una provetta con batteri si sarebbe infranta nel laboratorio in cui lavorava Shipilova o che, secondo altre versioni, la ricercatrice era appena tornata da una missione in Buriatia, dove ci sarebbe un focolaio. 

 

Il tema viene sottoposto a Trump dai giornalisti che, alla Casa Bianca, pongono domande al presidente prima della partenza per un nuovo comizio in vista delle elezioni di midterm. “Stiamo studiando la situazione con grande attenzione, ne siamo appena venuti a conoscenza”, dice Trump che non nasconde una parziale preoccupazione. “Odio vedere qualcuno alle prese con una malattia complicata. Parlano di polmonite, i batteri e i germi sono diventati più forte. Li aiuteremo, li aiuteremo come potremo”, aggiunge. “È una malattia che eravamo abituati a controllare. Ma in qualche modo quei microbi sono diventati più forti e più intelligenti, sono come un esercito. Aiuteremo la Russia”, dice Trump. Poco prima, il punto del segretario di Stato Marco Rubio: “Non ci sono motivi di allarme”. “I viaggi tra Stati Uniti e Russia sono ovviamente molto limitati, ma, come per qualsiasi altra cosa, se qualcosa del genere dovesse uscire dal laboratorio potrebbe diffondersi rapidamente – dice il numero 1 della diplomazia a stelle e strisce – Stiamo osservando e monitorando attentamente la situazione. Non credo che ci siano motivi di allarme, ma è qualcosa su cui bisogna concentrarsi e che va tenuto sotto controllo. Ed è quello che stiamo facendo”. 

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