ROMA – Il ruolo della Cina come garante, la riapertura dello stretto di Hormuz in sette giorni, clausole anti-escalation e il trasferimento della riserva di uranio arricchito a un Paese terzo. Sarebbero questi alcuni dei punti chiave contenuti nella bozza preliminare dell’accordo quadro per i negoziati tra Usa e Iran, ottenuta in esclusiva da Al Arabiya.
Nel documento si parla dunque del trasferimento da parte dell’Iran della sua riserva di uranio altamente arricchito a un Paese terzo concordato o ridurne il livello di arricchimento. Lo stretto di Hormuz potrebbe poi riaprire al traffico marittimo internazionale entro sette giorni da un’intesa iniziale. Inoltre, le misure iraniane sul dossier nucleare e sulla sicurezza marittima verrebbero controbilanciate da misure statunitensi chiaramente definite per allentare sanzioni, blocchi e restrizioni economiche. La Cina sarebbe chiamata a fungere da garante per l’attuazione e la sostenibilità di qualsiasi accordo. In più, un meccanismo di verifica indipendente valuterebbe il rispetto degli obblighi prima di ogni successiva fase di attuazione.
A nessuna delle due parti, riferisce ancora Al Arabiya, verrebbe richiesto di fare concessioni sostanziali senza ricevere impegni corrispondenti e verificabili in modo indipendente. Sarebbe previsto anche un meccanismo di risoluzione delle controversie, che coinvolga mediatori e parti garanti, con cui affrontare ritardi o violazioni in modo da contribuire a prevenire una nuova escalation militare. La sede dei negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran potrebbero tenersi a Doha, anziché a Istanbul.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

