Mar 01 Settembre 2026
HomeUncategorizedLa Norvegia piange il suo Re, Harald V è morto a 89...

La Norvegia piange il suo Re, Harald V è morto a 89 anni. Gli succede il figlio Haakon, non immune dallo scandalo Epstein

-

ROMA – Una lunga notte di veglia per il Re, in fin di vita in ospedale, poi questa mattina la notizia che ha fatto piombare la Norvegia nel lutto nazionale. Harald V, sul trono del Paese nordico da 35 anni, si è spento oggi, venerdì 28 agosto, all’ospedale di Oslo a 89 anni. Ad annunciarlo la Casa Reale in un comunicato. Era in cura per un’infezione batterica del sangue e i membri della famiglia reale si erano riuniti in ospedale ieri, giovedì 27 agosto, quando le sue condizioni si sono aggravate

PRIMA IL RICOVERO 10 GIORNI FA, POI L’AGGRAVAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SALUTE

“La salute di Sua Maestà il re è in condizioni estremamente serie”: sono le parole diramate nel pomeriggio di ieri dal palazzo reale, sulla salute del sovrano, mentre la famiglia reale di Glucksburg cancellava tutti gli impegni e si radunava al capezzale del decano dei sovrani d’Europa, ricoverato dal 17 agosto al Rikshospitalet della capitale. Poco dopo la diffusione della notizia sull’aggravarsi delle sue condizioni, davanti al palazzo reale si sono moltiplicati, messaggi e preghiere dei norvegesi radunati per il loro Re.

IL DECANO DEI RE D’EUROPA

Con l’addio ad Harald V di Norvegia, se ne va l’ultimo sovrano su un trono d’Europa che ha vissuto, in prima persona, quando aveva solo tre anni, la seconda guerra mondiale. Era solo un bambino quando fu costretto a fuggire negli Usa con la madre dopo l’invasione tedesca nel 1940, mentre il padre che avrebbe regnato come Olav V raggiunse il governo in esilio a Londra. Harald V era un lontano cugino di re Carlo III di Gran Bretagna, nato in una stirpe secolare che condivideva parte del suo patrimonio con la monarchia britannica.

L’EREDE AL TRONO

Gli succede al trono il figlio, Hakoon, classe 1973, secondogenito e unico figlio maschio di re Harald V di Norvegia e della regina Sonja. Hakoon, diventato automaticamente Hakoon VII, è sposato dal 2001 con Mette-Marit, fino a ieri principessa ereditaria molto discussa per i suoi trascorsi. Non solo infatti è di estrazione borghese, ma al momento del fidanzamento era già madre single di Marius, nato da una precedente relazione con un Dj. Nel suo passato spicca anche la partecipazione a un reality show dal titolo non proprio regale come ‘la casa del piacere’ e non finisce qui. Tra gli Epstein file infatti sono spuntate sue email scambiate con il finanziere americano accusato di ‘tratta’ di minori.

LA ‘CONTROVERSA ASSOCIAZIONE CON EPSTEIN” DELLA NUORA

Come ricorda il New York Times, il regno di Harald V ha aperto un’antica monarchia ai matrimoni con persone di estrazione borghese ma anche a una “controversa associazione con Jeffrey Epstein”.

Tra i numerosi scontri tra tradizione e modernità che hanno caratterizzato il suo regno infatti il più pericoloso si è verificato proprio quest’anno, quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblici gli Epstein file, tra cui sono spuntate e-mail che collegano la principessa ereditaria Mette-Marit, nuora del re, e moglie del sovrano in pectore, al molestatore sessuale.”Nelle e-mail, la relazione tra la principessa ereditaria e il signor Epstein – sviluppatasi diversi anni dopo la condanna di Epstein nel 2008 per adescamento di minore a scopo di prostituzione – riferisce il Nyt– appariva intima e scherzosa, e dimostrava che la principessa era più vicina a lui di quanto il palazzo avesse precedentemente ammesso”. Insomma, anche se in tono minore rispetto allo scandalo che ha toccato un’altra monarchia, quella inglese- e che lo scorso febbraio ha portato persino all’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor, fratello di Re Carlo III, accusato di aver condiviso segreti di Stato con il finanziere americano- le rivelazioni hanno sollevato dubbi anche sulla famiglia reale norvegese e, in particolare, sull’idoneità di Mette-Marit a diventare regina. Notizia che ha alimentato la frangia anti-monarchica della popolazione norvegese e spinto ad aprire il dibattito sull’abolizione della monarchia nel Paese.

È morto re Harald V di Norvegia: aveva 89 anni e regnava dal 1991. Il nuovo sovrano è il figlio Haakon VIII

Era l’ultimo sovrano europeo ad aver vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale. In seguito all’abdicazione della regina Margrethe di Danimarca nel 2023 era anche diventato il regnante più longevo d’Europa

Se ne va l’ultimo sovrano su un trono d’Europa che ha vissuto, in prima persona quando aveva solo tre anni, la seconda guerra mondiale. Harald di Norvegia, 89 anni, sul trono dal 1991, il decano dei sovrani d’Europa dopo la morte della regina Elisabetta II nel 2022 e il ritiro con l’abdicazione della regina Margrethe di Danimarca tre anni fa. Era solo un bambino quando fu costretto a fuggire negli Usa con la madre dopo l’invasione tedesca nel 1940, mentre il padre che avrebbe regnato come Olav V raggiunse il governo in esilio a Londra.

«La salute di Sua Maestà il re è in condizioni estremamente serie». L’ultimo comunicato dal palazzo reale sulla salute di Harald di Norvegia ieri mattina era arrivato mentre la famiglia reale di Glucksburg cancellava tutti gli impegni e si radunava al capezzale del decano dei sovrani d’Europa ricoverato dal 17 agosto al Rikshospitalet di Oslo.

Ieri una lunga giornata di veglia al capezzale del Re in fin di vita.  All’ospedale di Oslo, per tutta la giornata è stato assistito dalla regina Sonja, poi alla sera era rientrata al palazzo reale mentre tornavano l’erede con la moglie Mette Marit. E nella notte, le ultime ore del sovrano sono state con il figlio Haakon – adesso nuovo Re con il nome di Haakon VIII – accanto al padre fino all’ultimo mentre davanti al palazzo reale già dal pomeriggio si moltiplicavano i fiori, i messaggi. Le candele e i norvegesi radunati in preghiera per il loro Re.

Dopo le tante visite in ospedale nei giorni scorsi del figlio e reggente Haakon, con la futura regina consorte Mette Marit, e della moglie la regina Sonja che a inizio estate è stata ricoverata per problemi cardiaci.

Sono rientrati in Norvegia lo speaker del parlamento Masud Gharahkhani che era in visita ufficiale in Islanda e delegazioni del ministero degli Esteri e della Difesa in visita in Corea del Sud. Anche i vescovi della Chiesa luterana che erano a Roma in Vaticano stanno rientrando a Oslo.

«La salute di Sua Maestà il Re è peggiorata nel weekend». Una settimana fa sulla Norvegia era scesa un’ombra di tristezza per la salute del re sottoposto a cura antibiotica per una infezione del sangue, come aveva comunicato il palazzo reale con una dichiarazione che aveva suscitato apprensione a Oslo e richiamato al capezzale del sovrano l’erede Haakon. Ma anche la sorella Martha Louise che due anni fa in agosto fece scalpore per le nozze con il guru di Hollywood e la scelta di lasciare il ruolo nella famiglia reale per perseguire i suoi progetti personali.

Nei giorni scorsi la principessa Ingrid Alexandra, classe 2004, seconda in linea di successione al trono, ha annunciato che interromperà i suoi studi in Australia a Sidney, per tornare a Oslo, in patria.

Se a richiedere l’ultimo ricovero in ospedale è stato un problema sanguigno (anemia emolitica), da curare con il cortisone, in primavera mentre si trovava in vacanza a Tenerife era stato ricoverato per un’infezione.

E giorni fa la regina Sonja che era prevista con l’erede e reggente Haakon alla cerimonia della guardia davanti al palazzo reale, aveva cancellato la sua partecipazione.

«Abdicare? Ribadisco quel che ho sempre detto, ho prestato solenne giuramento allo Storting, il Parlamento monocamerale della Norvegia, ed è un giuramento che dura tutta la vita». Così parlava re Harald V di Norvegia nel 2024 mentre si avvicinava il suo ottantasettesimo compleanno, dopo il cancro e diverse operazioni al cuore con problemi respiratori. E dopo l’abdicazione a sorpresa della regina Margrethe nella vicina Danimarca che aveva fatto immaginare un effetto domino visto l’età del re di Norvegia.

Ma lui, tempra sportiva che l’ha portato sempre sugli spalti delle Olimpiadi comprese quelle invernali di Milano Cortina, a tifare la nazionale, e che dopo i Mondiali di calcio aveva ricevuto a corte i calciatori per congratularsi per il miglior risultato di sempre per la Norvegia, è rimasto orgogliosamente sul trono.

Anche se i molti problemi di salute degli ultimi anni – nel 2024 dopo un ricovero all’estero in Malesia che aveva richiesto un pacemaker al cuore infatti gli impegni ufficiali di re Harald erano stati ridotti, poi nel febbraio scorso un nuovo intervento e ricovero d’urgenza mentre si trovava all’estero in vacanza – sono stati resi più dolorosi dall’annus horribilis della casa reale di Norvegia.

Con il peggioramento della fibrosi polmonare della principessa Mette Marit che ha richiesto a inizio estate un trapianto di polmone. E in parallelo la vicenda giudiziaria del figlio naturale prima delle nozze con l’erede al trono, Marius Borg Høiby.

Se ne va così il re che aveva solo tre anni quando il 9 aprile 1940 le truppe tedesche invasero il Paese. Sul trono sedeva re Haakon VII, a cui non restò altra scelta che tentare di mettersi in salvo fuggendo da Oslo. Partì in treno insieme al governo e buona parte dei componenti dello Storting, verso Elverum.

Il primo riguarda Mette-Marit, la donna che sposò nel 2001 sfidando a sua volta le convenzioni della Corte. Era borghese, aveva un passato certamente meno immacolato di quello tradizionalmente richiesto a una principessa e soprattutto aveva già un figlio, Marius Borg Høiby, nato da una precedente relazione.

Per anni quella scelta contribuì persino alla popolarità di Haakon: il principe moderno che formava una famiglia moderna.

Oggi proprio quella famiglia è diventata il suo problema principale.

Mette-Marit è finita al centro delle polemiche per i rapporti avuti con Jeffrey Epstein. I contatti risalgono agli anni successivi alla prima condanna del finanziere americano. Già nel 2019 la principessa aveva ammesso di averlo incontrato più volte e si era scusata per non averne approfondito adeguatamente il passato.

Poi, nel 2026, sono arrivati nuovi documenti.

E-mail, incontri e una frequentazione apparsa più estesa di quanto fosse stato inizialmente percepito. Mette-Marit ha spiegato di essere stata manipolata e ingannata e ha espresso profondo rammarico. Non è accusata di alcun reato, naturalmente. Ma per una futura Regina la questione non è soltanto penale: esiste anche un problema di giudizio, trasparenza e credibilità.

E poi c’è Marius.

Il figlio maggiore di Mette-Marit non è figlio biologico di Haakon e non possiede un titolo reale, ma è cresciuto all’interno della famiglia del principe ereditario. Nel giugno scorso è stato condannato in primo grado a quattro anni di carcere per due episodi di stupro e altri reati, tra cui violenze domestiche. Ha sempre contestato le accuse più gravi e ha presentato appello.

Una vicenda giudiziaria pesantissima che inevitabilmente ha colpito anche l’immagine della Casa reale.

Come se non bastasse, negli ultimi anni anche la sorella di Haakon, Märtha Louise, ha provocato discussioni per il matrimonio con Durek Verrett, personaggio controverso che si definisce sciamano.

Insomma, la monarchia apparentemente più tranquilla d’Europa ha improvvisamente scoperto gli scandali.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

ALTRI POST

Iran, Pezeshkian: “Se gli Usa rispettano il memorandum, faremo altrettanto”

ROMA - "Dico esplicitamente che se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nell'ambito del memorandum d'intesa" siglato a giugno scorso, "la Repubblica...

Iran, Pezeshkian: “Se gli Usa rispettano il memorandum, faremo altrettanto”

ROMA - "Dico esplicitamente che se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nell'ambito del memorandum d'intesa" siglato a giugno scorso, "la Repubblica...

Iran, Pezeshkian: “Se gli Usa rispettano il memorandum, faremo altrettanto”

ROMA - "Dico esplicitamente che se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nell'ambito del memorandum d'intesa" siglato a giugno scorso, "la Repubblica...

La Russia attacca un deposito ferroviario in Ucraina: sette morti. Mosca disponibile a incontrare Zelensky

ROMA - Ancora una notte di esplosioni in Ucraina. Missili e droni russi hanno colpito duramente la capitale Kiev raggiungendo il culmine intorno alle 02:20,...
spot_img

POST POPOLARI