ROMA – “Il pericolo per la salute pubblica al momento viene considerato basso”: è intervenuta l’Organizzazione mondiale della sanità sul caso del rischio epidemia di peste in Siberia, dopo il caso di una 28enne morta nell’ospedale di Shelekhov per una forma di polmonite. Si è parlato di peste polmonare (lo ha reso noto sui social il governatore della vicina repubblica di Buriazia), ma le autorità russe, in realtà, hanno continuato a parlare di “polmonite di eziologia sconosciuta”, ridimensionando l’allarme. E mentre le voci sulle ‘misure speciali’ che sarebbero scattate a Irkutsk sono contraddittorie (eppure ci sono 5 ospedali in quarantena e quasi 200 persone sotto osservazione) e gli Usa stanno monitorando con attenzione, l’Organizzazione mondiale della sanità si è pronunciata. Ne ha parlato il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier durante un briefing stampa a Ginevra, spiegando che l’Oms è stata informata del decesso dalla Russia il 2 ottobre e che, al momento, per quanto è stato riferito loro, nessuna delle persone entrata in contatto con la vittima ha avuto sintomi.
LE PAROLE DELL’OMS
“La valutazione iniziale del rischio condotta dall’Oms, sulla base delle informazioni disponibili, stima che il rischio sia ‘da moderato a basso’ a Irkutsk, ‘basso’ per la Russia nel suo complesso e ‘molto basso’ per l’Europa”, ha dichiarato martedì il portavoce dell’agenzia, Christian Lindmeier nel corso di una conferenza stampa. Ha aggiunto che l’Oms sta “monitorando attentamente” la situazione e “lavorando per tenere informati gli altri Paesi”.
NESSUN SINTOMO PER ORA TRA I CONTATTI DELLA VITTIMA
Perchè il rischio è considerato basso? Primo per come sembrerebbero andare le cose: secondo le informazioni che sono state riferite all’Oms, tutti i contatti della 28enne morta sarebbero stati identificati e vengono tenuti sotto osservazione. E al momento nessuno avrebbe sviluppato sintomi riconducibili alla malattia.
COSA HA DETTO LA RUSSIA ALL’OMS
L’Oms, ha spiegato Lindmeier, è stata informata dalle autorità russe della morte dell’operatore di laboratorio il 2 ottobre; tuttavia, ha precisato che la causa del decesso non è ancora stata confermata ufficialmente, in attesa di stabilire se sia stata provocata dalla peste polmonare. Lindmeier ha aggiunto che il laboratorio “studia patogeni pericolosi, tra cui la peste, in una zona della Siberia dove la malattia è presente in natura negli animali selvatici”.
L’OMS AL LAVORO PER FARE VERIFICHE
L’Oms, al momento, è in comunicazione con le autorità sanitarie russe per ottenere maggiori dettagli sull’episodio. Tra gli aspetti che dovranno essere verificati ci sono le circostanze della morte, gli accertamenti diagnostici effettuati e gli eventuali risultati degli esami di laboratorio. L’organizzazione sta inoltre valutando le procedure utilizzate per rintracciare i contatti della paziente e le loro condizioni di salute.
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