Dom 25 Ottobre 2026

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Netanyahu riposta Blumberg e avverte: “Abbiamo altri due anni di Trump per finire il lavoro in Iran, poi…”

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ROMA – “Leggete le cose importanti di Yuval Blumberg”. Così Benjamin Netanyahu rilancia sui suoi social il post dello scrittore, saggista e commentatore politico israeliano, riprendendo il filo della minaccia iraniana quando mancano appena due giorni alle elezioni. Il concetto principale è: “Abbiamo altri due anni di Trump per finire il lavoro in Iran, e non si sa cosa succederà dopo, che si tratti di Kamala Harris o di qualche candidato mediocre qualunque”.

E’ un pensiero che riflette molto bene l’incrocio elettorale, tra Israele e Stati Uniti con l’appuntamento con le urne per il Midterm. “Lo Stato di Israele si trova in un pericolo esistenziale reale e concreto – scrive Blumberg – Se gli iraniani otterranno la bomba nucleare, nulla cambierà più. Tutto è così futile di fronte al pericolo esistenziale dell’Iran e dell’asse sciita. Le tempeste inscenate e inventate di volta in volta sono pensate per distogliere l’attenzione dalla cosa più importante: terminare il lavoro in Iran. Questo riguarda l’esistenza fisica di ogni singolo individuo qui”.

“Tutte le risorse dello Stato necessarie devono essere investite in questa missione. Qatar, ultraortodossi, Orich, reclutamento, avvisi. Tutto è un enorme schermo di fumo per nascondere l’unico argomento che svetta su tutti gli altri con un margine enorme.Se due bombe atomiche cadessero al centro del paese, a chi importerebbero tutte queste tempeste finte?

“Le generazioni future non ci perdoneranno se mancheremo la finestra di opportunità storica che ci permette di tentare e completare la missione più critica che il nostro generazione affronta. Non accadrà con un primo ministro tenuto per la gola dai Fratelli Musulmani e dai loro complici terroristi. Non accadrà con un primo ministro incapace di alzare il telefono e condurre una conversazione intima e continua con Trump. Non accadrà con un primo ministro incapace di reggere la pressione di un’intervista televisiva. L’odio per Netanyahu, per quanto possa essere mondo e dintorni per un intero campo, non aiuterà contro la bomba iraniana”.

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