Mar 01 Settembre 2026
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Pecoraro Scanio: sbloccare il Parco nazionale del Matese

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“Superare tutti gli ostacoli per rendere il parco subito operativo”

Milano, 31 ago. (askanews) – “Occorre superare rapidamente tutti gli ostacoli che rallentano l’avvio operativo del Parco Nazionale del Matese. Bisogna distinguere tra le opposizioni strumentali di chi è storicamente contrario alle aree protette e magari amico di bracconieri e speculatori e le osservazioni costruttive di sindaci e comunità locali, che possono contribuire a migliorare il funzionamento del Parco”. Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro dell’Ambiente tra i promotori di questo nuovo parco e dell’aumento delle aree protette.”Se vogliamo raggiungere l’obiettivo del 30% di territorio protetto entro il 2030 – prosegue Pecoraro Scanio – dobbiamo accelerare la realizzazione concreta dei nuovi parchi nazionali, delle aree marine protette e delle zone naturali da tutelare. Il Matese rappresenta un passaggio strategico per la salvaguardia della biodiversità e per lo sviluppo sostenibile delle aree interne”.”L’esperienza sul territorio dimostra che i parchi generano opportunità economiche e occupazionali. Gli operatori turistici del Matese raccontano che già il solo annuncio dell’istituzione del Parco Nazionale ha prodotto un forte incremento delle presenze turistiche, con effetti particolarmente positivi per le attività escursionistiche e di valorizzazione ambientale”.”I parchi fanno bene alle comunità locali. Sono strumenti fondamentali per proteggere il patrimonio naturale, contrastare il bracconaggio e l’inquinamento, ma anche per combattere lo spopolamento delle aree interne italiane, creando nuove occasioni di sviluppo legate al turismo sostenibile e all’economia verde”.Pecoraro Scanio rivolge quindi un appello alle istituzioni: “La Regione Campania, la Regione Molise e il Ministero dell’Ambiente collaborino per rendere il Parco del Matese pienamente operativo nel più breve tempo possibile. È necessario poi approvare rapidamente il regolamento del Parco, evitando lunghe fasi di incertezza. Le norme di salvaguardia sono utili nella fase transitoria, ma non possono sostituire per anni gli strumenti definitivi di gestione. Servono tempi rapidi e decisioni concrete per dare al Matese il futuro che merita”.

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