Il docufilm porta sullo schermo “Generati dal disordine, noi siamo Caos”. Performance in scena al Maschio Angioino nell’ambito di Estate a Napoli 2026
La danza che si fa corpo, il corpo che si fa immagine. È questo Corpo/Fortezza, il cortometraggio di Simone Tognarelli tratto da Generatai dal disordine, noi siamo Caos, lo spettacolo ideato e coreografato da Flavia Bucciero per la compagnia Con.Cor.D.A./Movimentoinactor andato in scena lo scorso 2 agosto nel cortile monumentale del Maschio Angioino per un’iniziativa promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito dell’Estate a Napoli 2026 – «Teatro e danza al Castello».
Girato a partire da un soggetto scritto da Flavia Bucciero e dallo stesso Simone Tognarelli, filmmaker con una lunga esperienza di cinema del reale i cui cortometraggi A New Born (2015) e Le Temps Prend Feu (2017) sono stati presentati al Festival di Cannes, Corpo/Fortezza si colloca nel grande solco della videodanza, mettendo in dialogo il corpo, il movimento e lo spazio attraverso lo sguardo cinematografico.
«Questo dialogo in Corpo/Fortezza ha trovato nel Maschio Angioino un interlocutore straordinario», spiega il regista Tognarelli, «Nell’idea che abbiamo sviluppato con Flavia non volevamo che la sua architettura fosse semplicemente uno sfondo monumentale, ma che entrasse nel racconto: la materia della pietra, le geometrie, gli archi, le mura, la luce, i vuoti e le prospettive della fortezza dovevano confrontarsi con la fragilità e la vitalità del corpo in movimento».
Il cortometraggio, così, restituisce sullo schermo la drammaturgia site-specific di Generati dal disordine, noi siamo Coas, non solo documentando la performance ma entrando nella sua profondità, attraverso le immagini e grazie alle interviste frontali con Flavia Bucciero, con la compagnia (formata da Alice Covili, Marco Della Corte, Iolanda Del Vecchio, Leila Ghiabbi, Fausto Paparozzi, nella foto di Pino Miraglia) e con il clarinettista Kevin Spagnolo, che ha suonato dal vivo affiancato da Simone Rugani al pianoforte.
«Il rapporto con Simone dura ormai da diversi anni», racconta Flavia Bucciero, «Il suo non è mai uno sguardo estetizzante, ma uno sguardo intenso, che ricerca la sostanza della danza. Riesce ad entrare nel senso intimo della danza».
Nel legame tra danza e luogo il cortometraggio trova il suo centro fondamentale: il Maschio Angioino, infatti, location della performance, non è un contenitore passivo, ma una controparte viva del movimento.
«Simone riesce sempre a creare quel rapporto speciale tra la danza e il luogo», riflette Bucciero, «In Corpo/Fortezza, in cui il Maschio Angioino ha una forza simbolica così forte, il luogo non predomina e non incombe, ma innesca una relazione virtuosa con i corpi dei danzatori, con la coreografia, con la musica, e ci restituisce un pensiero che si fa materia, che diventa un tutt’uno col tempo, lo spazio e la danza».
Il regista Simone Tognarelli aggiunge: «Abbiamo cercato di condensare non tanto la cronaca dell’evento, quanto una suggestione: un luogo che porta con sé secoli di storia può continuare a produrre immagini nuove e contemporanee.
Il cinema, incontrando la danza, ci permette di attraversare il Maschio Angioino con uno sguardo diverso e di raccontarlo non soltanto come custode della memoria di Napoli, ma come spazio ancora vivo, capace di accogliere il presente e trasformarsi attraverso di esso».

