ROMA – Sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet, nellazona colpita da improvvise e violentissime inondazioni torrenziali e frane. Lo rende noto la Farnesina che sta eseguendo le verifiche sugli italiani in viaggio proprio nell’area colpita, nel distretto di Rasuwa. In particolare, due turisti, con la loro guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, e sono in contatto con il Ministero degli Esteri. Dal Meeting di Rimini, il ministro Antonio Tajani ha riferito che entrambi stanno bene e che sono riusciti a tranquillizzare i familiari. “Siamo in contatto con loro, con le loro famiglie e seguiamo il percorsoperché possano rientrare in Italia nel modo migliore possibile- ha spiegato il ministro- Non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani”.
“Sono in corso le verifiche sulle condizioni degli altri connazionali presenti nell’area”, assicura la Farnesina. “L’unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino- prosegue la nota del ministero degli Esteri- per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e assicurare, ove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell’area”.
NUMERI E APP DELL’EMERGENZA
Si invitano quindi i connazionali a scaricare l’App “Viaggiare Sicuri” o a registrare la propria presenza in zona su “Dove siamo nel mondo” (www.dovesiamonelmondo.it). Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 9831212216, il Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu ai numeri +977 14538388 / +977 14529089 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.
CRESCE IL BILANCIO DELLA TRAGEDIA: 95 MORTI, 41 FERITI E ALMENO 400 DISPERSI
Gli ultimi numeri diffusi dal Nepal Tourism Board sulle vittime della valanga di ghiaccio e fango che ha travolto villaggi e città in Nepal, al confine con il Tibet, sono in salita: almeno 400 turisti dispersi, tra cui 291 cittadini stranieri, e 95 morti. Si tratta comunque di un bilancio provvisorio. La polizia nepalese conferma di aver recuperato i corpi senza vita di 95 persone e 41 feriti distribuiti in 7 diversi ospedali del Paese.
“UNA FRANA DI GHIACCIO E ROCCE HA PROVOCATO L’INONDAZIONE NEL FIUME LHEND”
L’Autorità nazionale del Nepal per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, attraverso l’analisi delle immagini satellitari ha rivelato la natura del disastro: “A causa di una frana di ghiaccio e rocce avvenuta sul confine Nepal-Cina, circa 20 chilometri a nord-est del passo Rasuwagadhi Nepal-Cina, si è verificata un’inondazione con detriti nel fiume Lhendé”.
एकअर्कालाई सहयोग गरौं।अफवाहमा विश्वास नगरौं।#नेपालप्रहरी #ToServeandProtect #nepalpolice #RasuwaFlood pic.twitter.com/aA68NX4Rzq— Nepal Police (@NepalPoliceHQ) August 26, 2026
(video credit: sadhyuguru/X e nepal police/X)
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