Mar 01 Settembre 2026
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A casa anche Francesca, l’ultima ferita lombarda di Crans Montana: “Voglio dedicare questa uscita ai ragazzi che non ci sono più”

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MILANO – Dopo 224 giorni di cure, anche Francesca lascia il Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano. È l’ultima dei 12 pazienti lombardi, feriti nel terribile incendio di Capodanno a Crans-Montana, a essere dimessa. “Una notizia che ci riempie di gioia e che conclude una storia iniziata quella drammatica notte di Capodanno”, commenta l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. “Avevamo fatto una promessa ai genitori: fare tutto il possibile per riportare a casa i loro figli. Oggi quella promessa è stata mantenuta”.

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In un’intervista al Corriere della Sera, la 17enne ha raccontato che la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stato “rivedere la camera, il letto, tutte le cose che mi sono mancate in questi mesi. E poi ho voglia della cena, finalmente posso mangiare il sushi che finora ho dovuto evitare per via dei possibili rischi del pesce crudo”. Poi, “verranno gli infermieri a casa per le medicazioni e dovrò fare fisioterapia e sottopormi a interventi laser. Mi devo proteggere dal sole con un ombrello anti-Uv, creme, cappello, occhiali scuri. La strada è ancora lunga, ma questo è il primo passo. E voglio dedicare questa uscita ai ragazzi che non ci sono più: Chiara, Achille, Giovanni, Riccardo, Sofia ed Emanuele”.

Il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva di Niguarda hanno accolto e stabilizzato i feriti, mentre il Centro Ustioni ha assicurato cure specialistiche di altissima complessità. Fondamentale anche il contributo della Banca dei Tessuti, che ha messo a disposizione oltre 25.000 centimetri quadrati di cute. Nel percorso assistenziale sono state coinvolte anche le équipe di Pneumologia, Malattie Infettive, Chirurgia Plastica, Riabilitazione e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che hanno seguito i ragazzi nelle diverse fasi del percorso di cura.

I numeri restituiscono solo in parte la complessità del lavoro svolto: oltre 50 interventi chirurgici complessivi e almeno 30 medicazioni in sedazione per ciascun paziente, oltre a visite, medicazioni specialistiche e sedute laser. Il percorso di cura, tuttavia, non si conclude con la dimissione. Per i ragazzi prosegue ora una lunga fase di riabilitazione fisica e psicologica.

(Photo credit: Regione Lombardia)
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