“L’architettura della finanza transfrontaliera: cinquant’anni di evoluzione dalla segmentazione nazionale alla globalizzazione frammentata”
I pagamenti e le operazioni finanziarie internazionali sono passati da un insieme disarticolato di sistemi nazionali a una rete globale integrata, che oggi, tuttavia, deve fare i conti con nuove tendenze alla frammentazione, spinte da valutazioni strategiche e geopolitiche. Questi sviluppi potrebbero indicare il passaggio da un’architettura asimmetrica imperniata sull’Occidente a un assetto più multipolare, in linea con trasformazioni più ampie negli equilibri di potere a livello globale.
Lo afferma uno studio dal titolo “L’architettura della finanza transfrontaliera: cinquant’anni di evoluzione dalla segmentazione nazionale alla globalizzazione frammentata”, pubblicato nel novantaduesimo numero della collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento” della Banca d’Italia.
I pagamenti e le operazioni finanziarie transfrontaliere svolgono un ruolo fondamentale nel commercio internazionale, negli investimenti e nelle rimesse personali. Questi flussi, osserva lo studio, poggiano su una rete di infrastrutture dei mercati finanziari (Financial Market Infrastructures, FMIs), comprendente sistemi di pagamento, sedi di negoziazione, controparti centrali, depositari centrali di titoli e sistemi di regolamento titoli, che, pur rivestendo un’importanza significativa, sono stati analizzati solo marginalmente dalla letteratura sulla storia e sulla geografia della finanza.
Insieme alle banche corrispondenti e a quelle di custodia, tali soggetti formano nel loro complesso quella che il lavoro definisce “architettura della finanza transfrontaliera” (Architecture of Crossborder Finance, ACF). La ricerca esamina lo sviluppo dell’ACF dal crollo del sistema di Bretton Woods, avvenuto nel 1971, fino ai giorni nostri, con particolare attenzione agli Stati Uniti e all’Europa.
Attraverso un’impostazione storica e qualitativa, lo studio distingue quattro fasi, influenzate dalla tecnologia, dalle politiche pubbliche e dalla regolamentazione, dall’integrazione politica ed economica e dalla geopolitica.
Giovanni Lombardi Stronati

