Roma, 21 ott. (askanews) – Una vendemmia anticipata quasi ovunque nel Piacentino a causa delle temperature eccezionali, che ha però consegnato uve sane e risultati nel complesso superiori alle attese. E’ quanto emerso nel corso della riunione nei giorni scorsi, nella sede di Confagricoltura Piacenza, della Sezione di prodotto Vitivinicola, presieduta da Stefano Pizzamiglio, alla presenza del presidente provinciale Umberto Gorra e del direttore Raffaello Rossi.
In Val Tidone, la zona meno piovosa della provincia, la raccolta è partita a metà agosto, e per le basi spumante già nei primi giorni del mese. Davide Valla, viticoltore di Ziano Piacentino, ha tracciato un bilancio complessivamente positivo, considerato l’andamento dell’estate, pur segnalando acidità molto basse e la sofferenza dei vigneti giovani. Più a monte, Cristian Galvani (Alta Val Tidone) ha ricordato come la pioggia di Ferragosto abbia sbloccato la maturazione dell’Ortrugo; bene i Pinot, con rese elevate, più difficile la Bonarda.
Il caldo ha costretto molte aziende a vendemmiare solo nelle ore più fresche, rendendo ancora più acuto il problema della manodopera. Tra chi si affida a studenti e familiari e chi ricorre alle cooperative, cresce l’interesse per la raccolta meccanica, che secondo Camorali dà ottimi risultati se l’uva arriva in cantina rapidamente; sui costi, a fronte di circa 600 euro a ettaro con la macchina e 1.500 a mano.
Sul fronte dei mercati, a un buon avvio d’anno sono seguiti la frenata di aprile e un calo dei consumi prolungato dall’estate torrida; da settembre si è avvertita una ripresa, mentre l’aumento dei costi di produzione ha spinto alcune aziende a ritoccare i listini. Soffrono soprattutto i rossi fermi, tengono bollicine e bianchi, in un quadro nazionale che contava circa 42 milioni di ettolitri in giacenza ancor prima della nuova vendemmia. Tra le prospettive emerse, le linee a bassa gradazione alcolica, nuovi mercati come l’India e la crescita della Malvasia.
“È stata un’annata che ha messo alla prova vigneti e viticoltori, ma che ha restituito uve sane e vini di buon livello ha concluso Pizzamiglio Ora la sfida si sposta sul mercato: dobbiamo puntare sulla qualità e sull’identità dei nostri vitigni e accompagnare le aziende nell’organizzazione del lavoro e nell’innovazione in vigneto”.

