ROMA – L’Italia è il primo tra i Paesi Ue per casi segnalati di West Nile: il dato più aggiornato, diffuso oggi dal sistema di sorveglianza Iss, relativo al quattordicesimo bollettino settimanale, è di 787 infezioni dal 1 gennaio al 27 ottobre. Per Agenbio, agenzia della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), il numero porta all’Italia il primato per numeri di casi nell’Eurozona. Focus anche su altri virus trasmissibili da vettori come le zanzare: il sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi ha registrato da inizio anno 369 casi confermati di Dengue e 30 i casi confermati di Chikungunya.
DENGUE E CHIKUNGUNYA, NESSUN DECESSO
Nel dettaglio: dei 369 casi confermati di Dengue: 73 sono autoctoni mentre tutti gli altri casi sono associati a viaggi all’estero (il 51%, circa 150 infezioni, sono segnalati con luogo di esposizione ‘Maldive’)., nessun decesso. I casi autoctoni sono invece riconducibili a 5 focolai di trasmissione locale e a 2 ulteriori casi che, allo stato attuale delle indagini, non risultano epidemiologicamente collegati ad altri, né tra loro. Nessun decesso si è registrato in Italia per Dengue.Rispetto ai 30 i casi confermati di Chikungunya: 1 di questi casi è stato identificato come autoctono, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero (il 34%- una decina di infezioni circa- con luogo di esposizione Seychelles). Anche per questa arbovirosi non si è registrato alcun decesso.
WEST NILE VIRUS, 61 DECESSI
Per quanto riguarda il West Nile virus, il quattordicesimo bollettino settimanale registra un incremento di 10 casi confermati di infezione rispetto al dato registrato una settimana prima. Dei 787 casi 422 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (di cui 5 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio, 1 Grecia e 1 Olanda), 96 casi risultano asintomatici, identificati in donatori di sangue, 263 casi di febbre (2 casi importati: 1 Burkina Faso, 1 Grecia), 5 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico.Tra i casi confermati sono stati notificati 61 decessi (di cui uno in un caso importato). La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,4% (nello stesso periodo del 2025, 19,6%). Lo scorso anno nello stesso periodo erano 773 i casi segnalati con 72 decessi. Sono a 88 le Province con dimostrata circolazione del Wnv appartenenti a 20 Regioni.
Nello stesso periodo di monitoraggio- quindi da inizio anno al 27 ottobre- sono stati segnalati 19 casi di Usutu virus (8 Lombardia, 1 Friuli-Venezia Giulia, 1 Emilia-Romagna, 2 Marche, 4 Lazio, 1 Piemonte, 2 Veneto).Sempre nel corso del 2026 ci sono stati inoltre 4 casi di Zika virus: tutti associati a viaggi all’estero, nessun decesso.
WEST NILE, MONITO DEI BIOLOGI: “I NUMERI POSSONO ANCORA CRESCERE”
A destare preoccupazione per Agenbio, agenzia della Federazione nazionale degli Ordini dei biologi, è proprio il dato relativo alla diffusione del West Nile virus, piuttosto alta anche nel resto d’Europa: “Nell’aggiornamento pubblicato il 15 ottobre, l’ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, conta 1.715 casi acquisiti localmente nell’UE, un massimo per la sorveglianza europea- spiega infatti l’agenzia- Il virus è stato rilevato anche in nuove aree più a nord”. Di qui la richiesta dei biologi di “mantenere attivo monitoraggio delle zanzare, prevenzione delle punture e scambio di informazioni tra sanità pubblica, veterinaria e autorità ambientali” perché “i numeri sono provvisori e possono ancora crescere”. Nonostante il record di casi, l’ECDC precisa che, non emergono segnali di una maggiore gravità delle infezioni rispetto agli anni precedenti.
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