ROMA – Oggi da parte del Governo “si proroga la decisione già adottata dall’ultimo Consiglio dei ministri nel tempo necessario per preparare un intervento sostanziale che possa essere anche strutturale”. Lo conferma il vicepremier Antonio Tajani arrivando a Rimini per partecipare al Meeting: “Io credo che si possa lavorare anche discutendo e confrontandosi con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi”.
Di sicuro il leader Fi esclude interventi sugli extraprofitti: “Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra-profitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria”. Di più: “Deve esserci un confronto concordato, chiedere un contributo in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore, ma non voglio sentire la parola extra-profitto che mi sa molto di Unione Sovietica. Non esiste poi in diritto l’extra-profitto. Chi decide? Un burocrate decide dove finisce il profitto e dove comincia l’extra-profitto? Che cos’è l’extra-profitto? È una parolaccia extra-profitto”.
Secondo Tajani, insomma, “un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse. Io sono contrario all’aumento della pressione fiscale. La nostra il nostro mantra è meno tasse, meno tasse, meno tasse. Veramente le tasse sono come la gramigna, sono un elemento negativo e vanno estirpate. Per quanto riguarda la crescita del paese, dobbiamo puntare su una riduzione della pressione fiscale”.
Contro il caro-carburanti “serve un intervento strutturale e nello stesso tempo lavoriamo perché si possa ricomporre la situazione internazionale, perché non è una nostra responsabilità. Non è una responsabilità del governo, né dell’Italia né dell’Europa se aumenta il costo del petrolio, del gas e dei fertilizzanti”.
“Ci sono delle guerre in corso, c’è una crisi a Hormuz la chiave del problema è lì. Noi lavoriamo per costruire la pace”, assicura Tajani.
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