Mar 03 Novembre 2026

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Vannacci sfida Meloni e sdogana le cene per la Marcia su Roma: “È una ricorrenza storica”

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MILANO – Dalla politica nazionale alla sicurezza urbana, passando per le spese militari e le ricorrenze storiche. In occasione della sua tappa a Milano in piazza Oberdan, al fianco di Carmelo Burgio – candidato sindaco di Futuro Nazionale –, l’europarlamentare Roberto Vannacci ha dettato la propria linea politica, replicando anche alle fredde reazioni del centrodestra locale, a partire dalla battuta del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che a margine dell’inaugurazione della nuova sede Areu aveva liquidato l’evento chiedendo: “Mi ha detto Carneade?”.

MELONI ESCLUDE ALLEANZA CON NOI E FAVORISCE LA SINISTRA

Sul fronte politico, Vannacci ha attaccato direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Dice che Vannacci vota con la sinistra, poi preclude aprioristicamente un’alleanza con noi, favorendo di fatto la sinistra: deve fare i conti con questa posizione”.

L’europarlamentare ha, poi, criticato le modifiche alla legge elettorale: “Paradossalmente sembrerebbe che questo governo sia il primo governo di destra ad aver modificato una legge elettorale, sembrerebbe quasi per far vincere la sinistra. Non mi sembra una cosa molto coerente”.

“Io non parlo di alleanze, non mi interessa nulla”, ha proseguito Vannacci, che rivendica un progetto rivolto a chi è stanco di “un certo perbenismo” e di “una certa moderazione che io chiamo paura, che ci vede sottomessi ai diktat di Bruxelles”. Sul confronto con le altre forze politiche, precisa: “All’interno delle linee rosse che abbiamo tracciato siamo disponibili a parlare con chiunque. Però non possiamo discostarci dai prioritari interessi della nazione e degli italiani che in questo ci seguono”.

SICUREZZA, VANNACCI: GOVERNO CI INSEGUE, MA SFORNA PACCHETTO MINI E SMUNTO

“Il centrodestra insegue Vannacci e non riesce a raggiungerlo e Vannacci è sempre in testa”, ha affermato sul tema sicurezza, pur riconoscendo che “in qualche modo” le misure stanno dando risultati. “Sicuramente hanno aiutato, purtroppo non è stato un pacchetto sicurezza completo”, ha detto ancora.

L’europarlamentare ha rivendicato gli emendamenti che, ha riferito, erano stati presentati a febbraio: dall’impiego delle Forze armate “con la qualifica di ufficiale di Polizia giudiziaria e di agente di pubblica sicurezza” alle modifiche agli articoli 52 e 53 del codice penale, sulla legittima difesa e sull’uso legittimo delle armi. Tra le proposte, aggiunge, figuravano anche modifiche al Codice civile per impedire “il risarcimento dei criminali per le azioni che i criminali stessi hanno commesso”. “È un peccato che questo governo li abbia totalmente ignorati e sia stato costretto a rincorrere Futuro Nazionale, approvando un mini e smunto pacchetto sicurezza”, conclude Vannacci.

CORTEI, VANNACCI: DEVASTATORI PAGHINO, LI CERCHEREMO CASA PER CASA

Forte la presa di posizione contro le recenti devastazioni nel capoluogo lombardo: “Li andremo a cercare casa per casa: dovranno pagare sino all’ultimo centesimo, con decenni di decurtazione delle buste paga e lavori socialmente utili”.

“Non deve essere la comunità che paga le tasse a risarcire i danni frutto di azioni criminali di singoli delinquenti”, ha sottolineato. Per Vannacci, le devastazioni “non sono degne di una nazione civile” e non possono trovare giustificazione nel “malessere giovanile” o nella richiesta di attenzione al carovita e agli affitti. “La devastazione è sempre un atto criminale”, ha scandito. Futuro Nazionale, ha assicurato, porterà avanti i provvedimenti necessari affinché “i danni, la prossima volta, li paghino quelli che li hanno commessi e non il Comune di Milano”.

L’europarlamentare esprime al tempo stesso “vicinanza ad alcuni settori che hanno manifestato”, richiamando il caro energia, le difficoltà dei giovani e quelle delle attività commerciali. “Una cosa è manifestare, un’altra è portare avanti atti criminali e delinquenziali. E per i criminali noi non abbiamo quartiere”.

CORTEI, VANNACCI: DOPO DEVASTAZIONI A MILANO C’ERANO I MIEI, NO PRESENZIALISMO

“Io non vivo a Milano, ci vive Carmelo Burgio, ci vive Laura Ravetto, c’erano tutti gli esponenti del partito sul posto a portare la loro solidarietà ai commercianti e a tutti quelli che hanno subito le angherie dei criminali”, ha affermato il leader di Futuro Nazionale. Poi ha rivendicato il lavoro degli esponenti locali: “Non ho bisogno di fare presenzialismo, non ho bisogno di venire qua a sventolare le bandierine. Ci sono i miei rappresentanti che fanno il loro lavoro”. E “mi hanno insegnato nei miei quarant’anni di vita militare che un’unità che funziona si vede quando il comandante non c’è. Questa è stata la dimostrazione di quello che hanno fatto i nostri”, ha concluso.

UCRAINA, VANNACCI: RISORSE CONTRO BABY GANG, NON MILIARDI A KIEV

Il tema dell’ordine pubblico si è poi intrecciato con la politica estera: “Invece che dare miliardi all’Ucraina e finanziare un riarmo sovradimensionato, dovremmo dare maggiori risorse alle vere priorità degli italiani”.

“Qualsiasi sistema di difesa deve essere commisurato a una minaccia reale”, ha sostenuto l’europarlamentare, ribadendo la propria posizione critica sul Rearm Europe e su quella che definisce “una spesa spropositata per l’acquisto di sistemi di armamento, soprattutto quando non c’è una minaccia concreta”.

“Oggi siamo a Milano e, se chiediamo ai milanesi qual è la minaccia reale, non ci indicano certamente i cosacchi che vengono dalla steppa russa, ma probabilmente i molestatori, i devastatori di vetrine, le baby gang che vanno in giro con i coltelli in tasca”, ha affermato. Vannacci ha richiamato quindi il timore di frequentare piazze, stazioni e strade e l’ansia dei genitori in attesa che i figli confermino di essere arrivati a scuola: “Ritengo che le priorità siano diverse”.

VANNACCI: MARCIA SU ROMA? RICORRENZA STORICA, NON FACCIO DISTINZIONI

“Sono ricorrenze storiche come ce ne sono tantissime altre”. Roberto Vannacci ha risposto così alle domande sulle cene per ricordare la Marcia su Roma, a margine dell’incontro pubblico in piazza Oberdan. “Non ho partecipato, però, se mi viene proposta una conferenza, una cena o un’occasione nella quale si ricorda un evento storico, io non faccio distinzione”, ha affermato l’europarlamentare.

“La Marcia su Roma del 28 ottobre del ’22 è una data storica. Se abbiamo persone che si interessano di storia e vogliono ripercorrere quei momenti storici, non vedo quale sia il problema”, ha sostenuto Vannacci, che accosta queste iniziative a quelle dedicate all’unità d’Italia e alla Rivoluzione francese. “Quando a una ricorrenza della Rivoluzione francese si porta la bandiera repubblicana dell’epoca, quale sarebbe la differenza? C’è qualcuno che a queste cene ha proposto di ricostituire il partito fascista?”, ha domandato. Quanto al 25 aprile, Vannacci ricorda di avervi partecipato “tantissime volte, vestendo un’uniforme e rendendo onore ai caduti e alla Repubblica”, con “grande fierezza” e “grande onore”. Alla domanda sulla partecipazione da leader di Futuro Nazionale, ha posto però una condizione: “Quando il 25 aprile diventerà una festa conciliante, sì. Quando continua a essere un modo per dividere i buoni dai cattivi, mi dispiace, non è questo il mio spirito”.

FN. VANNACCI. SONDAGGI? AGENZIE AMMAESTRATE, VOGLIONO MANIPOLARE REALTÀ

Infine, lo stato di salute del partito. L’europarlamentare ha respinto i dati delle rilevazioni demoscopiche: “Non mi fido dei sondaggi, perché sono fatti da agenzie ammaestrate che non hanno lo scopo di rappresentare la realtà, ma di manipolarla”.

“Lo dicevo quando i sondaggi erano in crescita e lo dico anche oggi che sono dati per essere meno positivi”, ha affermato l’europarlamentare, che alla platea ha domandato se qualcuno abbia mai ricevuto una telefonata da un sondaggista o conosca persone interpellate. “È la prima cosa che mi fa dubitare di questi sondaggi. Probabilmente è solo una questione personale”, ha aggiunto. “I veri sondaggi li faccio per la strada”, ha proseguito Vannacci, citando l’accoglienza ricevuta al Lucca Comics e le richieste di selfie nelle stazioni e in treno: “Mi danno un indicatore totalmente diverso, mi danno il partito in crescita”. Quanto all’incontro milanese, ha osservato: “Il primo sondaggio al quale siamo sottoposti è quello di oggi e non mi sembra in calo”.

FN. VANNACCI. MILLE TESSERE IN PIÙ A SETTIMANA, A CHI ESCE CAVALLI E VIVERI

Futuro Nazionale cresce al ritmo di “mille iscritti in più a settimana”, secondo i dati riferiti da Roberto Vannacci durante il punto stampa. “Eravamo 161.500 venerdì scorso. Oggi vi farò dare i dati”, ha affermato l’europarlamentare. Alle domande sulle uscite dal partito, Vannacci ha risposto richiamando i numeri della responsabile del tesseramento Annamaria Frigo: “Al netto delle persone che si allontanano, quelle vere, non quelle riportate da una certa stampa, e al netto di quelli che sono stati espulsi, il partito cresce al ritmo di mille tessere a settimana”.

Il leader di Futuro Nazionale ha detto di non attribuire peso alle interazioni sui social: “Per me sono bit, non pesano nella maniera più assoluta. Quello che mi interessa è quello che vediamo”. Poi è tornato su chi lascia il partito, citando l’Enrico V di Shakespeare: “A quelli che se ne vanno forniremo cavalli riposati e vivande fresche per allietare il loro viaggio”. E ha concluso: “Vogliamo che in battaglia ci siano quelli che ci credono, quelli veri”.
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